Pregare… cantare… ridere

старичок

В итальянском сегменте интернета много интересных сайтов с полезным статьями, которые не грех прочесть. Вот эта, например статья о  том, что нужно человеку, чтобы сохранить ясность ума. В Италии, к сожалению, явления старческого маразма встречаются, чаще, чем обычно. Во-первых, потому что большой процент пожилых, доживших, скажем, до 90 лет. Во- вторых, особенности эмоциональной нации, как мне кажется…

Canto e Musica Migliorano Memoria ed Umore, Addio Depressione ed i Benefici maggiori sono per i soggetti affetti da demenza moderata di tipo Alzheimer. Un recente studio condotto dai ricercatori dell ’Universit? di Helsinki, pubblicato su Journal of Alzheimer’s Disease, ha dimostrato che i pazienti che manifestano i primi segni di demenza senile possono trarre notevoli benefici da attivit? ricreative fatte in gruppo e, in particolare, attivit? legate alla musica. Lo studio ha dimostrato che basterebbe cantare o ascoltare della buona musica in compagnia per migliorare le proprie facolt? mnemoniche e, al tempo stesso, dire addio alla depressione. Che la musica fosse una compagna cui affidarsi nei momenti peggiori, o che ascoltare della musica fosse la soluzione pi? efficace per allontanare i cattivi pensieri, l’ansia, insomma per sentirsi meglio, ? una cosa che gi? tutti sanno in quanto lo hanno certamente provato sulla loro pelle, lo hanno gi? sperimentato direttamente. La musica, la buona musica ovviamente, libera il cervello, allieta lo spirito, aiuta ad affrontare i momenti difficili con animo pi? leggero, e questo non ? affatto un mistero, del resto basta provare per rendersene conto.

La cosa sorprendente ? che la musica possa essere in grado anche di dare una mano ai pazienti affetti da demenza senile di tipo Alzheimer, e certamente si tratta di una buona notizia, visto che altre soluzioni al momento non sono disponibili, almeno soluzioni definitive. Solo chi non ha mai avuto la sfortuna di vivere una situazione drammatica come un caso di Alzheimer in famiglio, peggio ancora direttamente in casa, non pu? comprendere cosa questa malattia significhi per il paziente e per chi ci convive, per chi lo assiste. Si tratta di una situazione dolorosa, difficile da gestire, che vede come protagonista una persone che, un poco alla volta, diventa una persona completamente diversa da quella che era un tempo, di fatto uno sconosciuto.

Ben venga quindi una qualsiasi soluzione, anche se solo in grado di rallentare o migliorare le condizioni psicologiche e cognitive del paziente, in attesa che finalmente la ricerca scientifica trovi una soluzione definitiva alla malattia. La ricerca condotta dai ricercatori dell’Universit? di Helsinki si ? avvalsa della collaborazione volontaria di 90 pazienti colpiti da demenza di tipo Alzheimerlieve o moderata e li ha sottoposti ad un piacevole esperimento in cui i pazienti venivano coinvolti in attivit? ludiche musicali, diciamo cos?, in compagnia delle persone che abitualmente davano loro assistenza.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi, come del resto si fa un po’ in tutte le ricerche. In uno i pazienti hanno eseguito un vero e proprio allenamento musicale che consisteva in canto o anche solo ascolto di canzoni familiari o comunque note. Il secondo gruppo invece ha continuato la vita di tutti i giorni sempre in compagnia delle persone che fornivano loro la solita assistenza. Dopo 10 settimane dall’inizio dell’esperimento si ? potuto constatare che i pazienti con demenza di tipo lieve che avevano seguito l’allenamento musicale mostravano dei miglioramenti della memoria a breve termine, che ? poi quella che viene immediatamente interessata dall’Alzheimer, l’orientamento e altre funzioni esecutive che normalmente risultavano essere svolte con difficolt?.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi, come del resto si fa un po’ in tutte le ricerche. In uno i pazienti hanno eseguito un vero e proprio allenamento musicale che consisteva in canto o anche solo ascolto di canzoni familiari o comunque note. Il secondo gruppo invece ha continuato la vita di tutti i giorni sempre in compagnia delle persone che fornivano loro la solita assistenza. Dopo 10 settimane dall’inizio dell’esperimento si ? potuto constatare che i pazienti con demenza di tipo lieve che avevano seguito l’allenamento musicale mostravano dei miglioramenti della memoria a breve termine, che ? poi quella che viene immediatamente interessata dall’Alzheimer, l’orientamento e altre funzioni esecutive che normalmente risultavano essere svolte con difficolt?.

Ascoltare musica invece ha portato dei benefici cognitivi nei pazienti con demenza di tipo pi? severa. In tutti i casi, sia il canto che l’ascoltare musica ha alleviato in maniera significativa ladepressione, ed in modo particolare nei pazienti con demenza di tipo Alzheimer moderata. La musica, per questi sfortunati pazienti, si pu? dire che ha fatto un piccolo miracolo, ha alleviato le loro sofferenze e, ancor di pi? probabilmente, anche quelle di coloro che giornalmente si occupavano di fornire loro assistenza. Un piccolo miglioramento in attesa di una soluzione definitiva.

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