Un italiano a proposito della Russia…

Сегодня утром неожиданно приятно в фэйсбуке нашелся тот, кто может помочь мне с отправкой посылки в Россию, доченьке на День рождения. Дело в том, что праздничные дни в России,  а так же не очень большая надежность государственных почт, как в России, так и в Италии меня как-то очень напрягали. А уж цены на международные пересылки… 

 

Амадео из Вероны, но живущий в Москве сказал, что может взять посылку и отправить в Сибирь из Москвы. Так, конечно, надежнее.

Я видела его в «друзьях» фэйсбука прежде, но мы особо не общались. А он, оказывается, читает мой блог.

К тому же, Амадео уже 12 лет живет в России, так что,можно сказать «понимает с полуслова»)))). Давно хотела сделать интервью для блога с итальянцем, живущим в России, на что Амадео любезно согласился.

А пока представлю в моем блоге  статью о нем в известном российском издании, переведенное на итальянский.  Здесь Амадео рассуждает о перспективах итальянского бизнеса в России. Думаю, что это будет интересно почитать итальянцам.

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foto from fb 

Un italiano a proposito della Russia: “Qui persino l’aria è un’altra, ma si può fare la mozzarella”

 

FONTE: RIA Novosti,

Ria Novosti continua il ciclo di pubblicazioni sugli stranieri che si sono trasferiti nel nostro territorio.

Amedeo Cigersa vive in Russia da 12 anni. All’inizio prestava servizio presso la marina italiana, in seguito ha studiato presso il dipartimento di lingue straniere dell’università locale e di conseguenza si è ritrovato in una fabbrica per la lavorazione del legno nella Repubblica di Komi. Ora Amedeo si è stabilito a Mosca e ha presentato richiesta per prendere la residenza in Russia.

La crescita del corso dell’euro e il ribasso dell’interesse

Amedeo è nato a Verona, città dell’amore. A 16 anni è entrato nell’accademia della marina militare, per qualche anno ha prestato servizio ma in seguito ha preferito all’attività militare la linguistica.

“Io sono un linguista, ho studiato all’università inglese e russo. Nel 1995, quando mi sono iscritto, le nostre imprese cominciavano in gran numero a spostarsi verso la Russia, io vedevo in questo una possibilità, perciò ho iniziato a studiare la lingua”, ha raccontato.

Non è stato vano. Nel 2005 hanno offerto ad Amedeo un lavoro in un’impresa italiana nella Repubblica di Komi.

“La prima impressione è la neve, tanta neve. Era autunno, ma si congelava. Questo non mi disturba, i russi mi hanno insegnato che non bisogna patire il freddo, basta vestirsi pesanti. Uchta è fortemente diversa da Mosca. La vita è più economica e gli stipendi più bassi. All’inizio mi hanno assunto con diffidenza perché straniero ma mi sono guadagnato la loro simpatia con la conoscenza della lingua.  Ancora ora ho degli amici a Komi anche se me ne sono andato via un po’ di anni fa”, ha raccontato Amedeo.

Ha vissuto per due anni nella Repubblica di Komi, dopodiché si è trasferito per lavoro prima a Odincovo, poi a Tver’, Kaluga e, infine, a Mosca. Qualche anno fa Amedeo ha fondato una sua azienda.

“Ho avviato la società per prestare un servizio di assistenza business: questo è ciò che ho imparato, ricoprendo alte cariche in Russia. Presto questi servizi per gli stranieri, soprattutto gli italiani, che vogliono lavorare nel vostro paese”, ha affermato.

Secondo le parole di Amedeo, l’introduzione delle sanzioni ha assestato un duro colpo al suo business. In precedenza molti imprenditori italiani desideravano collaborare con la Russia, ma ora non ne hanno la possibilità.

“Ovviamente è un fatto negativo che i nostri imprenditori siano subordinati alle sanzioni. Perdono molto denaro. In generale ci sono alcune aziende che hanno chiuso. Il mercato russo è in via di sviluppo, è molto interessante. Il volume d’affari è diminuito, ma la causa non sta nelle sanzioni, ma nella crescita del corso dell’euro. Supponiamo che ad aprile 2014 i contratti stiano stati stipulati a 40-42 rubli per un euro, a dicembre bisognava pagare gli anticipi già a 72 rubli per un euro perché l’accordo era basato sulla valuta. Molte società sono uscite fuori bilancio e per questo hanno rinunciato alle commesse”, ha detto Amedeo.

Secondo le parole di Amedeo, a soffrire non è solo il business ma anche il turismo. I suoi conoscenti italiani si lamentano del calo di interesse dei turisti russi nei confronti del loro paese.

“Naturalmente il viaggio prima costava, diciamo, 60 mila rubli, ora il pacchetto si aggira attorno ai 120 mila. Molti non se lo possono permettere”, ha affermato.

Aggirare le sanzioni

Come ha raccontato Amedeo, alcuni imprenditori italiani non si sono messi ad aspettare la revoca delle sanzioni, ma hanno trasferito la loro produzione in Russia.

“Gli imprenditori, che hanno aperto gli occhi, vengono qui, ricevono dei vantaggi, diciamo, e aprono le loro aziende. Sono i più furbi, mettiamola così. Non si sono messi ad aspettare la revoca delle sanzioni, ma semplicemente sono venuti a lavorare in Russia. Gli imprenditori producono merce come la mozzarella e i latticini. Si, forse, il latte in Russia è di un altro tipo, il fieno pure, persino l’aria, per quanto possa sembrare strano, influisce sul gusto, ma tutto sommato è possibile produrre la mozzarella qui, proprio come in Italia. La cosa importante sono le tecnologie e i tecnici che possono farlo bene”, ha affermato Amedeo.

In futuro, secondo le parole dell’imprenditore, questo porterà a una perdita di parte del mercato per gli imprenditori italiani. “Quando toglieranno le sanzioni, i produttori italiani che sono rimasti in attesa in Italia, torneranno a questo mercato ma il posto sarà occupato dai concorrenti che sono arrivati dall’Italia e hanno avviato una produzione sul territorio russo”, ha affermato. Amedeo ritiene che per Russia e Italia sia in vista un complesso lavoro per il ripristino dei rapporti di amicizia, non solo a livello globale, ma anche privato.

“Per quanto io abbia compreso il carattere dei russi in questi anni, posso dire che siamo simili. Ma i russi sono permalosi, questo bisogna accettarlo. Essi possono essere grandi amici con i loro colleghi se non si parla d’affari, bere birra dopo il lavoro o mangiare šašlyki, ma quando la politica ostacola le relazioni personali, i rapporti d’amicizia dei russi possono raffreddarsi. Bisogna riscaldarli nuovamente, ma non è facile”.

“Terra incognita”

Durante 12 anni in Russia Amedeo ha ben compreso la mentalità dei russi e ha penetrato la cultura del nostro paese.  Si è innamorato della cucina nazionale e ha persino imparato a preparare alcuni piatti. E dire che la cucina italiana è ritenuta fra le migliori al mondo!

“Io non sono uno di quegli italiani che vanno in Russia con una valigia di pasta. A volte vedo su Facebook le domande di connazionali che chiedono dove sia possibile mangiare una buona pizza a Mosca. Fate un salto in un ristorante georgiano o uzbeco, un posto qualunque in cui preparino cibi russi.  Questa è la cultura di un altro popolo! La conoscenza delle lingue apre molte porte e il desiderio di conoscere un’altra cultura arricchisce l’individuo”.

Nel tempo libero Amedeo insegna la lingua italiana nella scuola Elision Lingua Studio e alla facoltà internazionale dell’università statale di ricerca medica di Mosca Pirogov. La sua famiglia vive in Italia. Spesso invita il fratello ad essere suo ospite a Mosca, ma lui si rifiuta.

“Mio fratello crede che in Russia faccia sempre freddo, che gli orsi camminino per strada, che tutto attorno sia grigio, il cielo e gli edifici. Per quante fotografie della Piazza Rossa e dei parchi io gli abbia inviato, lui rifiuta sempre.  Però qualche tempo fa ho per caso incontrato a Mosca un amico che non vedevo da 24 anni”, ha raccontato Amedeo.

Alla domanda su quando gli stereotipi scompariranno, Amedeo alza le spalle. La Russia per l’Europa è come sempre  una “terra incognita”.

 



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